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Il quadro della situazione sembra però contrastare con il proliferare di concorsi letterari per autori esordienti, come se ce ne fosse la necessità. Come se ci fosse carenza di scrittori mentre, come tutti sanno, quasi otto italiani su dieci hanno un romanzo nel cassetto. Questa che pare un'evidente contraddizione è di fatto la prova del nove di quanto si affermava prima: L'oggettiva difficoltà che gli autori incontrano nell'affermare i propri lavori, è l'occasione che i soliti furbi colgono al balzo per escogitare qualunque sistema per trarre profitto dalla situazione. Quasi tutti questi concorsi, infatti, si concludono con una premiazione della quale in genere sfuggono i criteri, ma, e questa è la cosa più importante, con l'invito per tutti, o quasi, i partecipanti a pubblicare la loro opera "a loro spese" presso gli organizzatori del concorso.
Anche editori di un certo prestigio cercano di risolvere
il problema proponendo all'autore l'acquisto dell'intera tiratura del
libro al prezzo di copertina senza che su questa gravino le spese di
distribuzione e che quindi il profitto, come in ogni
rispettabile impresa commerciale con i conti in ordine,
possa essere garantito in partenza senza rischi di sorta.
La cosa di per sé ha una sua logica e l'autore che volesse entrare nel
mercato editoriale potrebbe benissimo accettare l'offerta.
Pare che alcuni autori famosi siano passati per questa strada.
Ma la faccenda presenta alcuni aspetti poco convincenti che forse è il caso
di prendere in considerazione. Prima di tutto l'entità della cifra da sborzare
è talmente alta che viene addirittura prevista una sua rateizzazione perché la tiratura minima richiesta è molto elevata.
Se molti aspiranti autori disponessero di cifre di quella natura molto
probabilmente si dedicherebbero ad altre faccende sicuramente molto
meno faticose e impegnative dello scrivere.
Poi, ammesso che per un esordiente sia possibile un esborso così milionario,
un autore-cliente cosa se ne farebbe della tiratura acquistata?
Regalate le 10/15 copie ad amici e parenti si vedrebbe costretto a depositarla nei cassonetti
dei rifiuti per non farsi autoconcorrenza con le decine di copie
che l'editore ha promesso di portare in libreria, ammesso poi che ce l'abbia portate.
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